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ORATE VS SERRA OVVERO FEEDER VERSUS SPINNING

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Dopo la cattura casuale di un pesce serra nella puntata girata a Manfredonia di Feeder in Tour, insieme all’amico Sandro Spinelli abbiamo deciso di affrontare il medesimo spot per una singolare sfida “Feeder Fishing Versus Spinning”. La sfida è sempre la solita….della serie a me mi piace vincere facile…per questo motivo il contendere della sfida lo scoprirete alla fine di quest’articolo, e insieme con voi lo scoprirà anche Sandro, ancora ignaro di aver perso.

Teatro di questa ennesima sfida sarà il porto turistico Marina del Gargano sito nella bellissima cittadina di Manfredonia, scelta dettata dal fatto di voler favorire Sandro. Infatti, dalle notizie reperite grazie all’amico Nino Trimigno del negozio di pesca “Punto Mare”, sempre disponibilissimo a fornire tutte le info su pescosità e post di pesca migliori, avevamo la certezza della presenza di numerosi serra, catturati in gran numero insieme a qualche bell’esemplare di spigola in una delle ultime competizioni con la tecnica dello spinning, svolte in questo porticciolo. Per quanto riguarda il feeder, Nino ci ha segnalato rare catture di esemplari di orate del peso di circa mezzo chilo. Tutto lascia presagire una vittoria di larghe misure a favore di Sandro, che tra l’altro parte favorito per aver acquisito tutte le nozioni tecniche necessarie dalla visione dell’ultimo video sullo spinning ai serra dei nuovi e bravissimi testimonial di casa Tubertini Davide Bramanti e Alberto Zingoni. Sfida già persa? Se fossi in voi cari lettori, non ne sarei cosi sicuro aahahaha.

Sandro su indicazioni di Davide utilizzerà dei jerk della Seika, mentre lo scrivente si affiderà a una montatura running rig, su cui alternerà blockend e chompers affondanti riempiti di bigattini e micro pellet da 2-3 mm all’halibut e come esca bigattini e coreani, riservandosi la possibilità, in caso di catture numerose di serra da parte del suo amico, di utilizzare un approccio innovativo per vincere la sfida, che ora illustreremo nei dettagli.
E’ sicuramente un modo insolito di insidiare i serra che, come ben sapete, sono quasi impossibili da catturare con delle normali lenze per via della loro tagliente dentatura capace di recidere in un solo morso anche monofili superiori allo 0,50. Per questo motivo si pescano con artificiali oppure con pesci esca vivi innescati con ami generosi montati su un terminale in filo d’acciaio, l’unico capace di resistere al potente morso di questi pesci tropicali.
Questo particolare tipo di approccio sfrutta la curiosità dei serra, attratti da qualsiasi cosa si muova, e il loro modo di attaccare l’esca più volte, osservato dal vivo durante il recupero di alcuni piccoli pesci che poi sono stati recisi a metà. In pratica questo predatore a volte, prima di sferrare il morso letale, punta l’esca con il muso, quasi a colpirla per poi morderla. In passato, infatti, durante alcune sessioni di pesca a teleferica con il vivo, l’amo posto sul muso del pescetto non è stato ritrovato conficcato nell’apparato boccale bensì sulla parte esterna del muso, questo risulterebbe plausibile solo attraverso lo spostamento dell’esca viva con il muso da parte del serra.
Per i motivi che abbiamo esposto, abbiamo deciso di utilizzare un innesco di vermi su maggot clip, che di solito utilizziamo nelle acque interne, così come potete osservare nel box tecnico.

In questo modo avremo l’amo completamente libero, e nel caso il serra punti il voluminoso polipetto di coreani, avremo buone possibilità che si infilzi sulla parte esterna del pesce, evitando che l’esile monofilo dello 0,25 venga a contatto con i suoi aguzzi e taglienti denti, dandoci così la possibilità di guadinarlo. A livello teorico è un approccio che potrebbe funzionare, ma… nella realtà??? …lo scoprirete a breve.

La sfida preannunciata è feeder fishing contro spinning, e per questo motivo, partendo dal presupposto che il povero Sandro non conoscendo le mie sfide si è fidato senza decidere in anticipo le regole, parto subito con le mie solite tre canne le Concept Sea da 12-13-14 piedi lanciate a varie distanze dal molo. Le più distanti con i blockend di Nisa da 44 grammi e quella più vicina con il chompers al quale ho aggiunto circa tre grammi di piombo, in modo da sfruttare la lenta discesa, e quindi intercettare qualche spigola o altri pesci di superficie. Questo poiché inizialmente ho fatto intuire a Sandro che la sfida fosse a numero di pesci catturati, scartando il peso, scelta dettata dalla piccola taglia delle orate presenti (non superavano il mezzo chilo), rispetto ai serra che superavano il chilogrammo, per evitare un’inesorabile sconfitta dello scrivente, evento inaccettabile…..ahahahah
Sandro parte subito bene, e dopo aver slamato alcuni serra quasi a guadino, complice la sua inesperienza con questo tipo di avversari, riesce a guadinare due splendidi esemplari che superano abbondantemente il chilogrammo. Per quanto mi riguarda riesco a catturare in rapida sequenza tre orate, che non serviranno a prendere le distanze perché un branco di serra che staziona davanti a noi, è in apparente frenesia alimentare, e il mio avversario ne approfitta portandosi al comando, con un distacco che sembra irrecuperabile, anche perché dopo le iniziali catture, sulla mia postazione è scesa la calma assoluta, con la sola eccezione di una salpa, che ha la sfortuna, prima di essere guadinata, di finire tra le fauci di un serra, che con due morsi in successione le stacca gran parte del corpo, lasciando a me solo la testa, non valida ai fini del punteggio.

Forse è giunta l’ora di sferrare l’attacco finale, così svelo il vero contendere della sfida: vincerà chi riuscirà a portare a guadino un pesce della stessa specie già catturata dall’avversario, in pratica a me basta catturare a feeder un serra, cosa non impossibile, mentre il povero Sandro se vorrà vincere dovrà catturare un’orata oppure una salpa, pesci che notoriamente non vengono mai presi con un artificiale ahahahahahh.
Tolto il piombo dal chompers lo riempio di pastura che mi servirà per attrarre dei piccoli pesci che faranno da specchietto per le allodole, sostituisco poi il terminale con del fluorocarbon dello 0,25 con una maggot clip montata hair rig su di un amo della serie 229 del numero 8-10, sulla quale innesco, appuntandoli per la parte sotto la testa, tre coreani, così da lasciarli liberi di muoversi.
Lancio, e attendo… è il momento più emozionante, quando, dopo aver pensato a un nuovo approccio lo si mette in pratica, per verificare se tutto quello che abbiamo immaginato porti all’effettiva cattura di un pesce.
Dopo alcuni minuti di attesa inizio a muovere il chompers, in questo modo sia la parte superiore di colore rosso ma soprattutto l’alone di pastura può far avvicinare qualche serra. Così durante uno di questi recuperi una bollata in superficie a pochi centimetri dal pasturatore preannuncia un’ immediata partenza, l’unica cosa che mi resta da fare è cedere filo… evvaiiii ha funzionato!!! Ora devo solo sperare che il pesce non abbia inghiottito il tutto, e il prolungarsi della fuga mi fa ben sperare, infatti, se avesse l’amo in bocca e quindi il nostro esile monofilo tra i denti, lo avrebbe di sicuro già tagliato.
Sandro, quasi incredulo, smette di recuperare il suo artificiale e contribuisce alla fase della guadinatura, anche se furbescamente, con dei movimenti molto sospetti, cerca in tutti modi di far liberare il pesce poco prima che lo stesso entri nella capiente rete, che finalmente lo accoglie amorevolmente …ahahaha…, decretando la mia irreprensibile vittoria. Ad onor del vero tanto corretta non lo è stata, ma sono gli inconvenienti di chi accetta le mie oramai famose sfide …”a me mi piace vincere facile”.

A parte tutto, abbiamo trascorso una bellissima e rilassante giornata di pesca, e questa volta la sfida la chiudiamo senza ne vinti è vincitori, ringraziando Sandro per la compagnia e la simpatia vi rimandiamo alla prossima avventura o sfida di Tubertini Feeder.

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