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SCIURI A FEEDER FROM THE BEACH

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Il Trachurus trachurus nome scientifico del Sugarello è un pesce d’acqua marina della famiglia dei Carangide, pesce quindi vorace, veloce e potente, caratteristiche che soprattutto negli esemplari che superano i 30 cm di lunghezza, rendono le fasi del combattimento divertenti ed emozionanti, specialmente se insidiati con attrezzature leggere.

Gli sciuri, cosi come sono chiamati sul litorale adriatico delle Marche, si riuniscono in grandi banchi nelle acque costiere, stazionando durante la bella stagione in quei tratti di mare dove vi è una fitta presenza di minutaglia, come piccole sardine di cui ne vanno ghiotti.
Per questo motivo abbiamo scelto un tratto di litorale sito ai piedi del Monte Conero, e in particolare la spiaggia di Marcelli di Numana nei pressi della foce del Musone. In questo tratto due sono le linee di pesca più fruttuose la prima sita a circa 30-40 metri da riva e quindi facilmente raggiungibile anche con attrezzature light e zavorre introno ai 50 grammi, la seconda linea di pesca invece dista circa ottanta metri e quindi sono consigliabili attrezzature che possano lanciare pasturatori intorno agli ottanta grammi.

Dovendo pescare con pasturatori con peso compreso tra i 50-80 grammi metteremo in pesca la 13” e la 14” della serie Concept Sea. Spesso questo tratto di spiaggia è soggetto a forti correnti laterali e quindi in queste condizioni sono da preferire pasturatori di tipo River, nella sessione oggetto di questo reportage invece l’assenza di vento e corrente ci ha fatto preferire i Rochet, che rispetto ai River hanno un’aerodinamicità maggiore e quindi si raggiungono distanze maggiori con più facilità, ma soprattutto maggiore previsione nella fase di lancio.

 

 

 

 

La montatura sarà la solita running rig con l’aggiunta di un bracciolo alto a circa due metri dal piombo. Pescheremo quindi con due ami entrambi flotterati, condizione indispensabile e consigliatissima per insidiare pesci come sugarelli e sgombri che si nutrono a mezz’acqua. I terminali della lunghezza di un 1,5 metri saranno realizzati con il Next Flourine dello 0,18, come ami gli immancabili e universali serie 229 nella misura numero 8-10. Il flotterino, preferibilmente di colore rosso, sarà situato a circa 4-5 mm dall’occhiello dell’amo, uncino che sarà innescato con un coreano intero, in modo da richiamare con i suoi movimenti sinuosi i sugarelli, non bisogna dimenticarsi che sono carangidi abituati ad attaccare esche vive in movimento.

Quando ci troviamo di fronte una spiaggia con un fondale che degrada, lentamente, è fondamentale ricoprire con le nostre lenze varie distanze ecco perché è preferibile usare contemporaneamente più canne. Nella circostanza avendo di fronte a noi due canaloni paralleli a circa 40 metri il primo e oltre gli ottanta metri da riva il secondo, abbiamo deciso di utilizzare due canne una tredici piedi per la corta distanza e una quattordici piedi per gli ottanta metri, che sistemeremo su due picchetti da spiaggia.

Il calar sole è prossimo e quindi non ci resta che innescare e lanciare le nostre esche flotterate in mare, dopo aver riempito i Rochet con la pastura, ottenuta miscelando in pari quantità la Mare Nostrum alla Mare Espress. Per segnalare le abboccate dei sugarelli soprattutto al buio consiglio l’uso di segnalatore tipo “scimmietta”, facilmente realizzabile con un piombo da 50 grammi, un amo, al quale va tolto l’ardiglione e uno starlite, basterà collegare l’amo al piombo con uno spezzone di monofilo di circa dieci cm, e nella parte centrale inserire il tubicino dello starlite, e il nostro ascensore fai da te è pronto.
Come previsto appena il sole scompare dietro al Monte Conero, regalandoci uno spettacolare tramonto,

i sugarelli non si fanno attendere, piegando in due le canne sistemate sui picchetti e facendo letteralmente volar via le scimmiette. Pescando con due ami per canna nel momento di maggiore attività dei pesci non sono rare le catture multiple, rendendo ancora più emozionante il recupero di questi combattivi pesci.

Dopo un’ora di frenesia totale che ci ha regalato numerose catture di esemplari superiori ai tre etti di peso, cala il sipario su questa divertentissima sessione di feeder fishing ai sugarelli, non ci resta che salutarvi e rimandarvi alla prossima avventura di feeder in mare.


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