Agonismo

ALESSIO CASILLI CAMPIONE D’ITALIA FEEDER 2018!!!!

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Il Brian porta benissimo alla Lenza Emiliana: dopo lo Scudetto individuale di Marco Genovesi nel Colpo lo scorso anno, oggi é Alessio Casilli a vestire la maglia di Campione Italiano Feeder!

Nel successo di Alessio fondamentali gli apporti di due persone: la moglie Ilaria ed il Campione Italiano colpo 2017 e compagno di Società Marco Genovesi. Vediamo perché…

 

E’ il giorno della consacrazione del forte agonista romano tra i migliori feederman italiani.

Alessio Casilli, della Lenza Emiliana Tubertini, dopo aver praticato con successo tante tecniche, anche a livello agonistico ed aver colto belle soddisfazioni nella Trota Lago, ha vinto oggi il Titolo individuale Feeder, specialità che pratica da poche stagioni.

Alessio non é nuovo al podio tricolore nel feeder, avendo già al suo attivo un bronzo, due stagioni orsono, a Corbara.

Quello conquistato oggi, in Brian, oltre ad essere il massimo riconoscimento, ha anche un sapore differente per lui, perché conseguito su di un campo gara che Alessio ha frequentato davvero poco, essendo a 700 chilometri da casa sua!

Prima di analizzare le due gare che lo hanno portato a vestire la maglia con lo Scudetto tricolore, Alessio ha voluto ringraziare la moglie Ilaria che, oltre a supportarlo sempre, in occasione delle due prime prove sul Circondariale lo trasportò letteralmente da Firenze fino ad Ostellato, visto che Alessio durante il viaggio stette male e voleva tornare a casa, a Roma. Nonostante la loro piccola Giulia di 5 mesi e le condizioni fisiche pessime di Alessio, Ilaria non si é persa d’animo ed ha preso il volante fino ad Ostellato, dove il giorno dopo Alessio disputò due belle gare ed inizio il suo cammino vittorioso. L’altro ringraziamento particolare Alessio lo ha voluto rivolgere a Marco Genovesi, compagno in Lenza Emiliana, che proprio su quel campo lo scorso anno ha vestito la medesima maglia di Campione Italiano individuale, quella volta della Pesca al Colpo; proprio Marco, di recente, ha dato alcuni fondamentali suggerimenti “top secret” ad Alessio su come approcciarsi al Brian… e i consigli sono stati efficaci!

Venendo alle due gare del Brian, dalle prove effettuate con i compagni della Lenza Emiliana Tubertini Mario Casale e Cristiano Barbaro, era emerso che sarebbero state fondamentali le carpe, molto presenti sul Brian, che sembravano essere più attive o nella prima mezz’ora di gara oppure sul finire della stessa, quasi sempre da cercare sul gradino della sponda opposta, vicino alle cannette…

 

 

Alessio, tu le carpe le hai cercate e trovate…

“Si, come tutti. Sabato, dopo appena un quarto d’ora, ne ho attaccata una sui 3 chili che per ho dovuto liberare perché ha spicchettato ed ha incrociato la lenza di Marco Costantini, al mio fianco. Domenica invece la prima mezz’ora non mi ha dato catture. Dopo la prima mezz’ora avevo scelto di cercare breme e carassi al limitare dello scalino, su di una linea di 36/37 metri, sul fondone. In entrambe le giornate ho trovato una buona regolarità di catture, fondamentali per arrotondare il peso. L’ultima ora in entrambe le giornate l’ho dedicata nuovamente alle carpe vicino alle cannette. Sabato é stata una gara veramente difficile, soprattutto dopo aver dovuto ributtare quella prima carpa da 3.000 punti circa; sul finire, quando sono tornato a carpe, ne ho attaccate 4 o 5 e ne ho salpate 3. La mia gara é svoltata sul finale. Oggi la gara l’ho disputata praticamente tutta in testa, anche se all’inizio non ho trovato carpe ho fatto una bella serie di carassi e qualche breme oltre ad una carpa da un paio di chili che ha mangiato su due fili di ver de vase. Sugli 11 chili fatti oggi, quasi 8 li ho fatti con i pesci catturati sotto il gradino. Sul finire, quando sono tornato a cannette, ho trovato una carpetta piccola ed un’altra da oltre 2 chili. Nonostante tutto, faccio il secondo perché sul finire Carla Ferranti ha messo in nassa una carpa vicino agli 8 chili e finisce con oltre 15.000, assoluta di giornata. Questa dei pesci di taglia così differente é un handicap in questo campo di gara, perché spostano tanto l’ago della bilancia; so che si stava considerando l’ipotesi di attribuire un punteggio fisso a pesci di taglia molto grande e forse non sarebbe una cattiva idea, viste le carpe ed i siluri che abitano in queste acque. “

 

Vogliamo parlare dei materiali che hai usato per questa trasferta in Brian?

“Volentieri! Come pasture ho preparato due soluzioni diverse: per le carpe da cercare sopra il gradino della Hi Pro Carp Yellow di Van den Eynde, un composto specifico in grado di portare anche diverse esche come mais, vermi e bigattini; per la pescata ai carassi, la mia scelta è caduta su di un mix di Turbo e Gold Medal Black Tubertini, una pastura arricchita di farina di pesce che piace molto. Come canne ho usato la Next Generation da 13′ per cercare le carpe vicino alle cannette mentre per carassi e breme la R18Feeder da 12′ é stata perfetta, abbinata alla vetta da 3/4 di oncia, perché questi sono pesci che mangiano comunque in punta di labbro e la sensibilità sulla toccata é fondamentale.”

 

E come ami, fili e pasturatori?

“Per carassi e breme ho caricato i miei Concept 6000 con la treccia Viral su cui ho fatto uno shock leader con lo 0.26 ERRE2 e terminali dello 0.11 del filo ERRE per legare degli ami del n° 15 della serie 39 e del 16 della 204; le carpe le ho cercate con il nylon, lo 0.30 del nuovissimo ERRE2 appena uscito a scaffale in questi giorni. Formidabile! Per i terminali da carpe filo ERRE dello 0.18 ed ami della serie 50, numeri 10 e 12. Come pasturatori per la pesca con pastura e fouillis ho usato i classici open end di Nisa mentre per la pesca  a cannette ho battezzato un’altra novità, ossia i nuovi bullet metallici, un modello dalla traiettoria perfetta in volo e con il piombo molto distante dal corpo, per un perfetto scarico sia del mais che dei bigattini incollati. Io li consiglio vivamente per questo uso!”

 

Quanto ci speravi, Alessio, in un epilogo di questo genere?

“Come puoi immaginare, la speranza c’era sicuramente ma ero anche consapevole che in un campo gara di questo genere occorre anche una dose di buona sorte per trovare i pesci importanti ma della taglia giusta da poter portare a guadino; questa condizione sicuramente altera un po’ la regolarità della gara. In un campo come Corbara, ad esempio, questo é molto meno evidente perché ci si confronta con una taglia media più omogenea. Questa volta la fortuna si é girata un po’ anche dalla mia parte!”

 

Possiamo parlare di una grande annata per te, Alessio…

“Sino a qui sono contentissimo ma aspettiamo a parlare… Corbara è alle porte!”

 

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